Settori · Pasta

Pasta: oltre metà della produzione va all’estero.

La pasta è il prodotto italiano più esportato per volumi. La domanda c’è: la differenza la fanno grano, trafilatura, formato e il canale scelto.

01Il mercato

I numeri dell’export italiano.

3,97 mld €export di pasta nel 2025
2,46 mln tvolumi esportati nel 2025, +2,1%
oltre 60%la quota di pasta italiana venduta all’estero

Germania e Stati Uniti guidano i volumi, ma i mercati che crescono più in fretta sono Canada (+9,9%) e Paesi Bassi (+6,4%). Per un pastificio artigianale lo spazio è nel segmento premium: grano selezionato, trafilatura al bronzo, essiccazione lenta.

02Dove vendere

I mercati su cui puntare.

Tra gli otto mercati seguiti da Nexory, quelli con la domanda più solida per questo settore. La scelta finale dipende dal prodotto, dai volumi e dal canale: si decide dopo l’analisi di prontezza.

  • Germania466.000 t, +3,7%
  • Stati Uniti315.000 t, +4,3%
  • Regno Unito279.000 t, stabile
  • Canada+9,9% nel 2025
  • Paesi Bassi e BelgioPaesi Bassi +6,4% nel 2025
  • Spagna+4,0% nel 2025
03I requisiti

Cosa chiede un buyer estero.

I punti che un importatore verifica prima del primo ordine. Nexory li controlla nell’analisi di prontezza e li affronta con la rete di professionisti specializzati.

Etichetta

Lingua del paese, origine del grano, allergeni in evidenza.

Stati Uniti

Registrazione FDA, Prior Notice, etichetta nutrizionale americana.

Grande distribuzione

IFS o BRC, capacità produttiva costante, disponibilità a private label.

Schede tecniche

Formati, tempi di cottura, shelf life, pallettizzazione: in inglese, pronte per il buyer.

Biologico

Certificazione riconosciuta nel paese di vendita, se il prodotto la rivendica.

Fonti: Unione Italiana Food su dati Istat, 2025. Dati raccolti a settembre 2026; i requisiti sono indicativi e vanno verificati sul singolo prodotto e mercato.

Il suo prodotto è pronto per l’estero?

Un primo confronto per capire mercati, canale e cosa serve per arrivarci.

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