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Domande frequenti

Le risposte, prima del primo confronto.

Cosa fa Nexory, su quali mercati, come funziona il percorso e da dove si comincia.

01Nexory

Che cos’è Nexory?

Nexory è un servizio di export advisory e sviluppo commerciale B2B con sede a Lecce. Accompagna le piccole e medie imprese dalla scelta del mercato estero al primo ordine, e oltre. Il cliente ha un referente unico, Gianluca Giannetto, affiancato da una rete di professionisti specializzati per ogni fase: logistica e spedizioni, dogana, contratti, fiscalità internazionale e certificazioni.

A quali aziende si rivolge Nexory?

A piccole e medie imprese con un prodotto già venduto in Italia, che vogliono aprire mercati esteri o nuovi canali B2B: food (olio, vino, pasta, conserve, formaggi, salumi, dolci), artigianato (ceramica artistica e oggetti in legno d’ulivo) e altri prodotti del Made in Italy. Opera soprattutto tra Lecce, Brindisi, Taranto e Bari.

Nexory aiuta anche a vendere in Italia?

Sì. Nexory sviluppa la funzione commerciale B2B sul mercato italiano: listino per canale, distributori, ristorazione, negozi specializzati e grande distribuzione, oltre alla gestione professionale del profilo LinkedIn aziendale.

02Mercati e percorso

Su quali mercati esteri lavora Nexory?

Su otto mercati: Paesi Bassi e Belgio, Germania, Spagna, Paesi nordici, Regno Unito, Stati Uniti, Canada ed Emirati Arabi Uniti. Sono scelti per domanda di prodotto italiano, canali distributivi accessibili e complessità doganale sostenibile.

Come funziona il percorso verso l’export?

In tre passi: analisi di prontezza dell’azienda; piano per il mercato, con canale, prezzi e requisiti; ricerca dei buyer, campionature, trattativa e primo ordine. Logistica, dogana, contratti e certificazioni sono seguiti dalla rete di professionisti partner, coordinata da Nexory.

Quanto tempo serve per arrivare al primo ordine estero?

Di norma alcuni mesi, tra preparazione, campionature e trattativa. I tempi dipendono dal prodotto, dal mercato scelto e da quanto l’azienda è già pronta: si definiscono con precisione dopo l’analisi di prontezza.

03Requisiti e contributi

Servono già certificazioni o materiali in inglese per iniziare?

No: si parte valutando cosa manca. Alcuni requisiti sono però comuni a molti mercati: l’etichetta va nella lingua del paese di vendita e la grande distribuzione estera di norma chiede le certificazioni IFS o BRC.

Perché i buyer esteri chiedono i requisiti ESG?

Perché in Germania, nei Paesi nordici, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito catene e importatori chiedono ai fornitori dati su ambiente, lavoro e filiera. Prepararli prima del primo contatto evita di essere esclusi in fase di selezione.

Esistono contributi pubblici per esportare?

Sì. Le linee SIMEST per l’internazionalizzazione prevedono una quota a fondo perduto più alta per le imprese con sede operativa nel Mezzogiorno, ed esistono bandi delle Camere di Commercio. Nexory verifica quali strumenti sono aperti e adatti al singolo progetto.

04Come iniziare

Come si inizia, e quanto costa?

Con un primo confronto senza impegno, oppure con il questionario di prontezza di cinque minuti sul sito. Le condizioni si definiscono dopo, in una proposta scritta su misura per l’azienda.

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